10 marzo 2010

Oggi parliamo di edilizia e salvaguardia del nostro Pianeta, attraverso la costruzione di edifici sostenibili che consentono un grosso risparmio energetico nel tempo.
Quasi tutto ciò che l’uomo produce, prima o poi, diventa vecchio e inutile. Cosa succede dei prodotti quando non servono più? Vengono smaltiti. Come? Questo è il problema della nostra società! Produciamo senza sosta, qualsiasi cosa, senza pensare al ciclo vitale degli oggetti e senza preoccuparci della questione ‘smaltimento’. La ricerca e lo sviluppo di sistemi di progettazione di prodotti riciclabili e di approcci all’assemblaggio delle materie organizzati e strutturati in maniera ottimale, stanno piano piano entrando a fare parte delle priorità in ambito politico, scientifico e industriale. Il consumo di energie e risorse materiali non può essere drasticamente ridotto, ma può certamente essere organizzato in modo da ridurre gli sprechi e riutilizzare i materiali. In ambito edilizio l’architettura sta cominciando a dare il suo importante contributo facendo suoi i principi della sostenibilità.
Ma quali sono i requisiti che una costruzione deve possedere per soddisfare le aspirazioni riguardanti la sostenibilità ambientale?
Werner Sobek, ingegnere e architetto tedesco da tempo impegnato nella ricerca di soluzioni costruttive sostenibili, ha progettato una casa, la sua casa, seguendo le logiche di uno standard ben preciso. Si chiama Triplo Zero e riesce a soddisfare tre obbiettivi specifici:
Zero Energia: l’edificio non necessita di fonti energetiche esterne per ‘funzionare’, perché autosufficiente nella produzione di energia pulita attraverso pannelli solari, impianti fotovoltaici e turbine eoliche
Zero Emissioni: l’edificio non produce emissioni nocive e non inquina l’ambiente
Zero Sprechi: l’edificio è completamente riciclabile, i materiali utilizzati per la costruzioni sono separabili tra loro e totalmente riciclabili e riutilizzabili per costruzioni successive
Il German Sustainable Building Council (Ente Tedesco per l’ Edilizia Sostenibile) è un’organizzazione no profit che da tempo cerca di strutturare un sistema di certificazione che imponga ai costruttori di adempiere ai compiti elencati sopra. Se politica, scienza e industria riuscissero ad accordarsi e a porre le basi legali per una architettura sostenibile, il mondo di domani sarebbe sicuramente più verde.
fonte:http://www.energrid.it/

Gestione del biorifiuto, recupero della sostanza organica,
mitigazione dei cambiamenti climatici:
“Definire le strategie, conseguire i risultati”
PERUGIA 15-16 APRILE 2010
The International Solid Waste Association Programma (pag 1 e 2) e scheda di registrazione Programme (page 1 and 2) and registration form
Sono aperte le iscrizioni per la III Conferenza Internazionale su Biowaste organizzata da ATIA-ISWA ITALIA a Perugia il 15-16 aprile. Come potete vedere, sono stati invitati relatori internazionali con interessanti esperienze e ci sono ampi spazi lasciati anche al dibattito tra il pubblico e i relatori. Vi ricordiamo che nell’iscrizione alla Conferenza sono compresi i pranzi, i coffee break, il cocktail di benvenuto nonché la visita all’impianto di compostaggio e trattamento meccanico-biologico di Pietramelina (PG). Per i Soci é prevista la tariffa “Socio ATIA-ISWA ITALIA”; per le imprese che registrano più di un iscritto, si applica lo sconto del 30% per le ulteriore iscrizioni. Il numero di posti è limitato dalle dimensioni della Sala Convegni. Vi consigliamo per ciò di registrarvi al più presto.
fonte:http://tuttofiere.blogspot.com/
5 marzo 2010

Eataly, il più grande mercato enogastronomico del mondo, mette al bando i tradizionali shopper in plastica e adotta sacchetti e stoviglie monouso biodegradabili e compostabili in Mater-Bi.
Mater-Bi® è la famiglia di bioplastiche sviluppate e commercializzate da Novamont, biodegradabile e compostabile naturalmente in conformità con le norme europee UNI EN 13432 e UNI EN 14995.
Il Mater-Bi garantisce resistenza e tenuta del tutto simili alle plastiche tradizionali, ma “si biodegrada in compostaggio” in appena poche settimane. Una soluzione concreta alla domanda di prodotti di largo consumo a basso impatto ambientale che nasce da risorse rinnovabili di origine agricola, diminuisce le emissioni di gas ad effetto serra, riduce il consumo di energia e di risorse non rinnovabili, completa un circolo virtuoso: le materie prime di origine agricola tornano alla terra attraverso processi di biodegradazione o compostaggio senza il rilascio di sostanze inquinanti.
I sacchetti saranno realizzati con il Mater-Bi di Seconda Generazione, risultato delle evoluzioni della bioraffineria Novamont di Terni, con un miglioramento del polimero in termini di contenuto di materia prima rinnovabile ottenuto grazie allo sfruttamento di materie prime non alimentari e conseguente diminuzione dell’impatto ambientale.
I nuovi sacchetti potranno essere riutilizzati per la raccolta differenziata, diventeranno così il mezzo ideale per promuovere una raccolta di qualità del rifiuto organico, aiutando anche il riciclo di qualità delle altre filiere.
Eataly utilizzerà inoltre stoviglie monouso biodegradabili in Mater-Bi®, che potranno essere raccolte separatamente ed avviate all’impianto di compostaggio. Le stoviglie monouso in Mater-Bi® godono, infatti, della certificazione “OK Compost” che garantisce, in base alla norma europea EN13432, la trasformazione del prodotto in compost, nell’arco temporale di 90 giorni, se correttamente smaltito in un impianto industriale.
“Questo accordo con Eataly è un importante segnale per lo sviluppo di una cultura orientata sulla sostenibilità economica ed ambientale e la minimizzazione dei rifiuti. Gli shopper, assieme alle borse riutilizzabili, oltre ad essere un servizio per l’utente, costituiscono uno dei prodotti con il maggiore rischio di dispersione nell’ambiente – ha sottolineato l’Amministratore Delegato di Novamont, Catia Bastioli - L’adozione di sacchi biodegradabili in Mater-Bi® è in grado di minimizzare l’impatto ambientale e favorire il loro riutilizzo per la raccolta differenziata della frazione organica, migliorando la qualità del compost. Il cittadino inoltre impara a dare valore allo shopper e sviluppa una maggiore sensibilità nei confronti della salvaguardia ambientale”.
“Crediamo fermamente nell’importanza della difesa dell’ambiente – afferma Oscar Farinetti, Presidente di Eataly - e abbiamo scelto Novamont, azienda leader nel settore delle bioplastiche, come partner in questa battaglia. Siamo convinti che per risolvere i problemi urgenti di inquinamento ambientale si debbano sviluppare soluzioni e prodotti come gli shopper di seconda generazione e le stoviglie monouso in Mater-Bi®.
fonte:http://www.greenews.info/
4 marzo 2010
7° edizione di “FA LA COSA GIUSTA!” – Milano, 12-14 Marzo 2010
“Fa la cosa giusta” è la più grande mostra mercato sul consumo critico e gli stili di vita sostenibili in Italia; il punto d’incontro per tutte le realtà che promuovono l’economia solidale, il consumo consapevole e la responsabilità sociale d’impresa.
In coerenza con il proprio nome cerca di “far seguire le parole ai fatti”, a partire dal suo allestimento che è improntato al concetto delle 3R: riduco, riuso e riciclo.
In questo contesto si inserisce Palm, Azienda leader nella produzione di pallet eco-sostenibili, con il suo stand innovativo a basso impatto ambientale costruito in ottica di ciclo di vita a impatto zero, smontabile e riutilizzabile al 100% a fine fiera.
Lo stand è progettato secondo un’ottica di eco-design ed è in linea con il progetto Palm Design: i Green Pallet sono utilizzati come componenti modulari che nel loro insieme veicolano un messaggio forte, a testimonianza della volontà di Palm di farsi portatore verso i propri consumatori di un impegno serio e mediato a protezione dell’ambiente e nel rispetto dell’uomo.
Lo stand Eco-friendly è ricco e carico di valori ed esprime l’essere “green” di Palm; l’espositore a fine vita non diventa rifiuto ma verrà riutilizzato, grazie alla sua modularità, per altri percorsi fieristici. L’allestimento e la struttura spingono il consumatore a vedere con occhi nuovi il futuro degli eventi amici dell’ambiente.
Nel corso degli anni Palm ha trasformato il pallet da strumento per la movimentazione delle merci a strumento educativo per promuovere la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale e ambientale di impresa. Palm vuole, attraverso il green pallet Buono, Pulito e Giusto a Km zero, (Buono- caratteristiche organolettiche, gratificazione del palato e rispetto dell’identità del territorio; Pulito- sostenibilità dell’alimento in tutte le fasi del ciclo di vita; Giusto- condizioni etiche di lavoro, giustizia sociale);
fatto con legno di pioppo del territorio, per evitare la delocalizzazione e valorizzare la filiera corta. Il greenpallet fa parte della GREEN SUPPY CHAIN, un vettore di sviluppo sostenibile che rispetta i principi dell’eco-design, LCA, e l’innovativo progetto di Carbon Footprint di filiera. certificate FAO IPPC/ISPM15, uno specifico trattamento per evitare la diffusione di fitoparassiti nelle spedizioni e l’etichetta ambientale AssoSCAI che rappresenta la carta d’identità del prodotto, consentendo una comunicazione trasparente e non fraintendibile con il consumatore.
Il Greenpallet si rivolge a tutti i consumatori con senso critico quali: gruppi di acquisto solidali, Botteghe dell’altra economia,produttori e consumatori dei prodotti biologici, i Presidi Slow Food.
Il cittadino responsabile sceglie i propri criteri di acquisto, si relaziona con altri consumatori, partecipa alle filiere produttive o di commercio, interagisce con le imprese e sceglie di non acquistare o di boicottare determinati prodotti. Da qui, nasce la necessità da parte delle Aziende, di adottare un approccio sistemico alla produzione, ponendo l’uomo al centro del progetto. Questo è l’obiettivo dell’eco-design di Palm.
Il pallet è un costo invisibile al consumatore, ma compreso nel prezzo dei prodotti che acquista.
E’ un diritto del consumatore conoscere come è fatto, chi l’ha fatto e da dove viene perché ha delle ricadute notevoli sulla salute, sulla sicurezza e sul benessere del cittadino.
Palm è partner ambientale di FA LA COSA GIUSTA, assieme a loro hanno allestito uno spazio dedicato agli orti e a come coltivare anche stando in città. L’obiettivo è fare incontrare idee e buone pratiche per rendere più green i terrazzi delle nostre case; verrà fornito un kit “Fai (da te) la cosa giusta”, contenente un ortopallet da costruire. Palm stessa sarà presente con uno stand-laboratorio per valorizzare la materia prima e la cultura del fare.
Presso lo stand sarà presente l’Associazione “Cittadini e Imprese Amiche dell’Ambiente”,con la campagna soci e la presentazione del manifesto ambientale del packaging sostenibile, con il patrocinio di “FA LA COSA GIUSTA” e Slow Food.
Vi aspettiamo allo stand…
Per informazioni:
Primo Barzoni Presidente e A.D. Palm S.p.A – Via Gerbolina, 7 – 46019 Viadana (MN)
Tel. 0375/8202227 fax 0375/8202222
P.IVA: 00588470203
p.barzoni@palm.it, t.cagnolati@palm.it a.contri@palm.it p.barigazzi@palm.it s.mortini@palm.it
www.palm.it www.greenpallet.it www.ecofriends.it
3 marzo 2010

Con il consueto obiettivo di stimolare un dibattito serio e documentato pubblichiamo, in esclusiva su Greenews.info, l’analisi di Bruno Pampaloni, contributor di Affari e Finanza – La Repubblica e attento osservatore di questioni energetiche e geopolitiche. L’intervento di Pampaloni approfondisce alcuni dei punti più controversi emersi nel corso dell’intervista di Letizia Tortello al Premio Nobel Woodrow Clark, ospite ieri a Torino di Biennale Democrazia. Ricordiamo a chi volesse intervenire nel dibattito, rispetto ai temi trattati da Clark e da Pampaloni, che può farlo nella pagina di Greenews.info su Facebook, raggiungibile dalla nostra homepage.
Per capire come potrebbe evolvere la mano di poker che ha per posta la “Rivoluzione verde” occorre risalire al settembre 2008, al fallimento di Lehman Brothers e al successivo crac finanziario, che ha provocato la recente, grave recessione. Qui risiedono le ragioni dell’attuale fase di stallo cui la Green Revolution sembra essere stata relegata – complice il fallimento del vertice di Copenaghen.
La battaglia contro i cambiamenti climatici pare insomma giocata su continui “rialzi” che nessuno, al momento, intende “andare a vedere”. Molti sono i giocatori intorno tavolo. Stati Uniti ed Europa, ciascun per proprio conto, ambiscono al premio di eco-virtuosi, mentre la Cina finge di voler arrivare alla partita finale con le carte in regola. Impossibile oggi prevedere gli esiti di uno scontro così poderoso. Alle aperture, ai discorsi e alle note di speranza per un accordo globale sul clima (da trovare comunque) seguono improvvise chiusure e segnali negativi. Per vedere “di nascosto l’effetto che fa”, avrebbe detto una nota canzone.
Si è molto discusso su chi o cosa abbia contribuito ad affossare il vertice di Copenaghen: Paesi come la Cina o l’India ostili a frenare il proprio impetuoso e controverso sviluppo, lo scontro fra democratici e repubblicani americani sulla qualità e sulla quantità delle emissioni nocive da ridurre, l’aumento del numero di scienziati scettici o apertamente dissidenti sul fatto che l’attività dell’uomo sia in grado di governare il clima, il cosiddetto Climatgate, scoppiato quando sono state trafugate alcune e-mail dall’università di East Anglia. Spiegazioni parzialmente condivisibili. Ma, come anticipato, più di tutto ha potuto la fase di recessione che – al di là di ogni sincera, emotiva preoccupazione per le sorti della salute del Pianeta – condizionerà inevitabilmente in senso restrittivo le disponibilità finanziarie da destinare, in tempi brevi, alla Green Revolution.
fonte:http://www.greenews.info/

Le biomasse sono ecologiche? Dopo mesi di tentennamenti, l’Europa ha imboccato la facile scorciatoia: i criteri di sostenibilità per le biomasse solide e gassose nella produzione di energia saranno delegati agli Stati membri, cui sarà affidato il compito di adottare standard volontari.
Questa decisione avrà un forte impatto sull’Italia, il più grande importatore mondiale di legna da ardere e secondo importatore europeo di chips e pellets. Molto di questo legname viene da infatti da aree dell’Europa orientale, in cui il taglio illegale o distruttivo è ancora largamente diffuso.
”Le biomasse sono una delle risorse più importanti per raggiungere gli obiettivi europei per le energie rinnovabili – sostiene il commissario europeo per l’energia Günther Oettinger – e già contribuiscono a oltre la metà del consumo energetico europeo, assicurando una fonte di energia pulita, sicura e competitiva”. Ma la crescente domanda di biomasse per la produzione di energia rinnovabile sta già intensificando la pressione sulle foreste europee e degli altri paesi.
Secondo gli ambientalisti, la decisione adottata contribuirà invece alla crescita delle importazioni da paesi che non garantiscono serie misure di protezione contro la distruzione degli ecosistemi naturali. “Questa scelta dà vita al peggiore degli scenari – è il commento László Máthé, del WWF – E’ grave che la Commissione Europea non abbia tenuto conto dei risultati delle consultazioni, durante le quali quasi tutte le parti si erano appellate alla definizione di un quadro di criteri vincolanti”.
Alcune pratiche di prelievo della biomassa, come l’estrazione dell’albero alla radice, hanno impatti di lungo periodo. “Le biomasse non sono di per sé un materiale ecologico né responsabile verso il clima – aggiunge Máthé – Un recente rapporto dell’Agenzia Ambientale Europea prova che il beneficio per il clima varia ampiamente a seconda delle metodologie con cui la biomassa è stata prodotta, e con cui viene convertita in energia”.
L’Unione Europea si troverà qiundi a gestire 27 diversi schemi nazionali sulla sostenibilità delle biomasse, con la conseguente confusione nel mercato comune. I produttori dovranno adattarsi a schemi diversi, con maggiori costi di produzione, o dovranno subire la concorrenza sleale di operatori che producono in paesi dagli standard più bassi. Da parte ambientalista si richiede l’adozione di forti criteri di responsabilità sociale e ambientale, per assicurare che le biomasse siano di origine legale ed escludere che siano legate a pratiche distruttive, alla conversione di preziosi ecosistemi o che mettano a rischio essenziali colture alimentari. Deve inoltre essere definito un sistema univoco per un calcolo completo delle emissioni generate durane la produzione delle biomasse.
fonte:http://www.salvaleforeste.it/

Un nuovo concetto dell’abitare è di scena al Lingotto di Torino che fino a domenica 7 marzo ospiterò la 47ª edizione di Expocasa, tutta dedicata ai giovani talenti dell’arredo e alle ultime tendenze eco-compatibili.
L’esposizione che mette al centro le ultime frontiere dell’abitare, che coniugano al meglio le necessità estetiche con quelle funzionali. L’arredamento viene interpretato nelle sue diverse forme di vita dalla creatività under 35, che si mette al servizio di tematiche come l’eco-sostenibilità e la multifunzionalità degli oggetti.
Il visitatore entrerà in questa nuova dimensione del vivere la casa attraverso 40.000 mq, in un percorso che tocca lo stile classico, moderno e contemporaneo. Tra le sezioni proposte Il Villaggio del Design, che ospita i 60 progetti realizzati intorno al tema ‘eco’, l’Expoville, spazio allestito con i più disparati elementi di interior decoration, selezionati dall’Istituto Europeo di Design. La Casa in Libreria è il Bookshop tematico che rappresenta la principale novità del 2010, che raccoglie le principali pubblicazioni su design e arredamento. Allo stile classico, moderno e contemporaneo si aggiunge ‘tecnicasa’, rivolto alle più moderne attrezzature e tecnologie.
Veridea è l’area verde di Expocasa, dove domina l’outdoor living. Nuove proposte di design e linee di prodotti tutte dedicate al giardino, e tanti suggerimenti per tutti gli amanti del vivere ‘verde’. Proprio al giardino, fino al 5 marzo, vengono dedicate le dimostrazioni pratiche del Padiglione 2, location dedicata a corsi pratici per curare piante e ortaggi. Si potrà invece assistere alle sfilate di Anteprima Idea Sposa, sabato 6 e domenica 7 marzo dalle 15.30 alle 17.30.
fonte:http://www.localport.it/