12 marzo 2010

La Rete Rurale Nazionale ha dato il via ad un nuovo Forum di discussione su “I fabbisogni di buone pratiche e innovazioni nello sviluppo rurale“.
Un nuovo argomento del Forum, recentemente inserito, mira a raccogliere informazioni per produrre un elenco di esempi di successo di gestione delle foreste italiane.
Il Forum rappresenta l’occasione per raccogliere opinioni, esperienze e segnalazioni, condividere pareri e punti di vista, invitiamo tutti a partecipare e a segnalare le proprie “Buone pratiche” nella gestione sostenibile delle foreste.
fonte:http://www.rivistasherwood.it/
Martedì 23 Marzo il Presidente Paolo Ricotti interverrà, in qualità di moderatore, al convegno “Verde e ambiente: un binomio di ampio respiro“.
L’evento, patrocinato dalla Regione e dalla Provincia di Milano, è organizzato da Promogiardinaggio, associazione no profit fondata dalle 40 aziende leader di prodotti per il giardinaggio e la cura del verde.
Interverranno i maggiori esperti del settore che spiegheranno come le piante siano fondamentali per “ripulire” l’aria inquinata dei nostri uffici e delle nostre abitazioni.
L’evento si terrà a partire dalle 14.30 a Milano presso la Sala Manzoni del Palazzo delle Stelline (Corso Magenta, 61).
fonte:http://www.plef.org/
11 marzo 2010

Smascherato l’ecomostro mentre si dipinge di verde: il colosso cartario Asia Pulp & Paper (APP) si apprestava a presentare la propria immagine verde al convegno dell’industria cartaria organizzato dal RISI ad Amsterdam, quando veniva smentito da una valanga di prove, arrivate direttamente dall’Indonesia
La APP ha lanciato una aggressiva campagna di pubbliche relazioni, acquistando pubblicità sul Times e sulla CNN, per promuovere un’improbabile immagine verde. In realtà quest’impresa è il principale responsabile della rapida deforestazione dell’isola di Sumatra (Indonesia). Dall’inizio delle sue operazioni, nel 1984, la APP da sola ha distrutto circa un quarto delle foreste naturali dell’intera provincia di Riau, un’area in cui il suolo è ricco di carbonio con gravi conseguenze sul clima globale e sui conflitti sociali.
Il risultato è stato l’estinzione nella regione dell’elefante e della tigre di Sumatra (oramai restano solo 400 esemplari di tigre di Sumatra allo stato naturale). Numerose comunità di foresta sono state scacciate dalle loro case e dalle terre ancestrali.
L’impresa ha avviato un’aggressiva campagna di penetrazione dei mercati europeo e statunitense, ma non è tutto oro quel che luccica. Nel 2000 la APP ha accumulato un debito di 13 miliardi di dollari, portando alla più grande bancarotta dei mercati asiatici. Nel frattempo però ha continuato ad abbattere le foreste naturali per trasformarle in piantagioni. Nelle regioni di Bukit Tigapuluh e Kerumutan, la APP distrugge preziose torbiere (immensi depositi di carbonio, che viene così rilasciato in atmosfera) e insidia aree protette, scacciando comunità indigene e le ultime di orango.
“L’Italia è divenuto il primo mercato europeo dei prodotti della APP. Ma clienti e investitori devono sapere che fare affari con la APP, acquistare o distribuire la sua carta comporta un grave rischio di immagine” spiega Sergio Baffoni, di Terra! L’associazione chiede alle imprese italiane di interrompere tutti i contratti con il gruppo APP, e di orientarsi verso l’utilizzo di carta riciclata.
“Vogliamo avvisare acquirenti e investitori, bombardati da pubblicità ingannevole e opuscoli patinati: la APP è il gruppo industriale che più di ogni altro minaccia le foreste indonesiane, la fauna, le comunità indigene e il clima globale” ha aggiunto Teguh Surya, di WALHI, una federazione di oltre 450 associazioni indonesiane.
Proprio oggi, il sito investigativo indonesiano Eyes on the Forest pubblica proprio oggi una serie fotografie che mostrano masse di tronchi abbattuti nelle foreste naturali, in attesa di essere scaricati nel porto della cartiera della APP di a Riau, e della deforestazione in corso nel prezioso ecosistema di Bukit Tigapuluh, ad opera di una consociata della APP, la PT. Artelindo Wiratama.
La deforestazione in Indonesia è la principale minaccia per il clima. L’abbattimento delle foreste e il drenaggio delle torbiere sono responsabili dell’80 per cento delle emissioni di gas serra, tanto che l’Indonesia è divenuto il terzo paese emettitore, dopo la Cina e gli Stati Uniti. Il conglomerato APP- Sinar Mas è uno dei principali responsabili di queste massicce emissioni.
“Le comunità con cui lavoriamo hanno sperimentato in prima persona la devastazione causata dalla APP. Non prenderebbero mai sul serio la paccottiglia di informazioni e i premi ambientali che la APP presenta in giro.” ha aggiunto Rivani Noor, del Community Alliance for Pulp and Paper Advocacy (CAPPA). Con un documento comune, le associazioni indonesiane chiedono ai clienti della APP di non essere complici della deforestazione. La APP deve fermare immediatamente la distruzione delle foreste naturali e delle torbiere e rispettare le terre delle comunità locali”.
fonte:http://www.salvaleforeste.it/

“Fin dall’origine il destino degli uomini fu associato a quello degli alberi con legami talmente stretti e forti che è lecito chiedersi che cosa ne sarà di un’umanità che li ha brutalmente spezzati”, questo l’incipit del libro Mitologia degli alberi (Rizzoli BUR, € 9,00) di Jacques Brosse, psicoanalista, scrittore, monaco zen e giornalista francese, morto nel 2008.
Un’analisi accuratissima che attraversa epoche e religioni diverse e si attiene a un numero sterminato di fonti storiche, per restituirci un quadro completissimo della simbologia e del ruolo degli alberi “dal giardino dell’Eden al legno della Croce”.
In passato le piante venivano considerate la manifestazione più immediata e concreta della divinità: a esse gli uomini si rivolgevano per chiedere protezione e conforto, intorno alle piante fiorivano miti straordinari, a ciascuna specie, a ogni albero, venivano attribuite virtù e funzioni particolari. Jacques Brosse ha ricostruito questo mondo perduto, raccogliendo racconti e tradizioni dalla mitologia egizia, semitica, cretese, indiana, greca, latina, germanica, celtica. Una piccola ma esauriente enciclopedia dei miti legati alle diverse piante: quercia, pino, frassino, betulla, noce, cipresso, fico, ulivo, melo, vite…
Oggi gli uomini sembrano aver dimenticato il ruolo fondamentale della Natura nella propria esistenza, non si accorgono che la distruzione dei boschi e delle foreste del pianeta non comporta soltanto gravi danni ecologici ma anche la sparizione di un prezioso patrimonio culturale.
Come ricorda Brosse citando Da vicino e da lontano dell’antropologo Levi Strauss: “nessuna situazione mi pare più tragica, più offensiva per il cuore e per l’intelligenza, di quella di un’umanità che coesiste con altre specie viventi con le quali non può comunicare (…) Un tempo la natura stessa aveva un significato che ognuno, nel suo intimo, percepiva. Avendolo perso, l’uomo oggi la distrugge e si condanna”.
fonte:http://www.greenews.info/

La sostenibilità è il nuovo fulcro attorno al quale deve ruotare il business. Niente make-up tinti di verde, semmai sani profitti. Sap, big tedesco del software di gestione aziendale, ne è talmente convinto da aver improntato su questi cardini il futuro prossimo della propria attività. «Siamo nell’infanzia di questo mercato, ma il futuro è qui», pensa Josè Duarte, presidente europeo della società, arrivato in Italia per partecipare alla Sap Executive Conference organizzata a Cernobbio. Nel nord Europa queste tematiche stanno già entrando nel Dna delle aziende, anche se forse un po’ più in giù, soprattutto spostandosi verso est, devono ancora essere metabolizzate.
Agostino Santoni, amministratore delegato di Sap Italia, ribadisce che oggi l’unica strada per differenziarsi è quella di innovare attraverso la sostenibilità e sottolinea che anche da noi c’è chi ha già iniziato a spendere per comunicare al mercato messaggi “green”. Qualcuno ha anche fatto di più: una nota marca nostrana di acqua minerale, per esempio, ha creato un nuovo business sfornando, per prima, una bottiglia in materiale biodegradabile. Qui, grazie alla eco-sostenibilità, si è fatta innovazione creando un nuovo brand e modificando i processi produttivi.
L’equazione dunque si ribalta e a sostenibilità non si associano più i costi ma i profitti. La scala dei valori in un ipotetico approccio alla sostenibilità parte dagli aspetti della compliance, ovvero gli inderogabili obblighi di legge e, per fare il salto, passa alla valorizzazione del brand. «L’elemento del branding è fondamentale, perché le giovani generazioni saranno molto attente ad acquistare prodotti o a cercare lavoro presso società sostenibili» puntualizza Duarte. Il passo finale, poi, deve portare alla vetta del profitto sostenibile, una situazione in cui il concetto e le relative pratiche devono permeare tutti i processi e le strategie di business. «Le aziende che vogliono esserci domani devono preoccuparsi oggi di tutti gli aspetti che rendono sostenibile il business. Se si è efficienti probabilmente si è anche più green, perché sicuramente si emette meno Co2». Dunque, le strategie che fanno bene al business sarebbero le stesse che consentono a un’impresa di ridurre il proprio impatto ambientale. Duarte sintetizza questa visione con il paradigma delle tre “P” (planet, people, profit): si può così pensare alla sostenibilità come all’unione di questi tre elementi.
Ma cosa può fare una società che produce software per favorire la sostenibilità? Per chi pensa che il contributo non possa che essere limitato, Duarte chiarisce: «Sostenibilità non significa green It, quest’ultima ne rappresenta solo una piccola parte». Il messaggio è che l’It può essere un grande abilitatore, perché alla fine consente di razionalizzare qualsiasi processo. La “sustainability solution map” della software house tedesca parte sì dal green It (supportato per esempio con prodotti in modalità Saas, software as a service) ma, passando attraverso soluzioni specifiche per l’energy management e il carbon management, arriva a toccare funzioni e processi che riguardano il vertice aziendale.
E’ nella supply chain, secondo Sap, che si trovano le leve strategiche più lunghe per muovere la sostenibilità. Essenzialmente, si tratta di maggiore efficienza nell’utilizzo di materie prime e risorse per poter proporre al mercato prodotti sostenibili. «Se si riesce ad agire sulla supply chain per renderla più intelligente, più efficiente, si moltiplicano i profitti. E questi sono argomenti da Ceo». Quanto sia delicato il tema del controllo della catena dei fornitori è testimoniato dai casi di Mattel, con lo scandalo delle Barbie cinesi verniciate al veleno, o da quello recente di Toyota.
Ovviamente Sap sta lavorando per rendere “green” anche se stessa. Gli obiettivi e i risultati dello sforzo sono già tangibili: dalla vetta della classifica di settore del Dow Jones Sustainability Indexes, raggiunta lo scorso anno, agli ambiziosi target di riduzione delle emissioni di Co2, dall’attenzione all’efficienza energetica degli edifici (con il fiore all’occhiello della nuova sede di Vimercate) alle policy sulle auto aziendali. Il tutto, in nome della trasparenza e del “brand marketing,” dettagliatamente illustrato nel report di sostenibilità pubblico redatto secondo i criteri del Gri (Global Reporting Initiative) Index
fonte:http://www.b2b24.ilsole24ore.com/
10 marzo 2010

Oggi parliamo di edilizia e salvaguardia del nostro Pianeta, attraverso la costruzione di edifici sostenibili che consentono un grosso risparmio energetico nel tempo.
Quasi tutto ciò che l’uomo produce, prima o poi, diventa vecchio e inutile. Cosa succede dei prodotti quando non servono più? Vengono smaltiti. Come? Questo è il problema della nostra società! Produciamo senza sosta, qualsiasi cosa, senza pensare al ciclo vitale degli oggetti e senza preoccuparci della questione ‘smaltimento’. La ricerca e lo sviluppo di sistemi di progettazione di prodotti riciclabili e di approcci all’assemblaggio delle materie organizzati e strutturati in maniera ottimale, stanno piano piano entrando a fare parte delle priorità in ambito politico, scientifico e industriale. Il consumo di energie e risorse materiali non può essere drasticamente ridotto, ma può certamente essere organizzato in modo da ridurre gli sprechi e riutilizzare i materiali. In ambito edilizio l’architettura sta cominciando a dare il suo importante contributo facendo suoi i principi della sostenibilità.
Ma quali sono i requisiti che una costruzione deve possedere per soddisfare le aspirazioni riguardanti la sostenibilità ambientale?
Werner Sobek, ingegnere e architetto tedesco da tempo impegnato nella ricerca di soluzioni costruttive sostenibili, ha progettato una casa, la sua casa, seguendo le logiche di uno standard ben preciso. Si chiama Triplo Zero e riesce a soddisfare tre obbiettivi specifici:
Zero Energia: l’edificio non necessita di fonti energetiche esterne per ‘funzionare’, perché autosufficiente nella produzione di energia pulita attraverso pannelli solari, impianti fotovoltaici e turbine eoliche
Zero Emissioni: l’edificio non produce emissioni nocive e non inquina l’ambiente
Zero Sprechi: l’edificio è completamente riciclabile, i materiali utilizzati per la costruzioni sono separabili tra loro e totalmente riciclabili e riutilizzabili per costruzioni successive
Il German Sustainable Building Council (Ente Tedesco per l’ Edilizia Sostenibile) è un’organizzazione no profit che da tempo cerca di strutturare un sistema di certificazione che imponga ai costruttori di adempiere ai compiti elencati sopra. Se politica, scienza e industria riuscissero ad accordarsi e a porre le basi legali per una architettura sostenibile, il mondo di domani sarebbe sicuramente più verde.
fonte:http://www.energrid.it/

Gestione del biorifiuto, recupero della sostanza organica,
mitigazione dei cambiamenti climatici:
“Definire le strategie, conseguire i risultati”
PERUGIA 15-16 APRILE 2010
The International Solid Waste Association Programma (pag 1 e 2) e scheda di registrazione Programme (page 1 and 2) and registration form
Sono aperte le iscrizioni per la III Conferenza Internazionale su Biowaste organizzata da ATIA-ISWA ITALIA a Perugia il 15-16 aprile. Come potete vedere, sono stati invitati relatori internazionali con interessanti esperienze e ci sono ampi spazi lasciati anche al dibattito tra il pubblico e i relatori. Vi ricordiamo che nell’iscrizione alla Conferenza sono compresi i pranzi, i coffee break, il cocktail di benvenuto nonché la visita all’impianto di compostaggio e trattamento meccanico-biologico di Pietramelina (PG). Per i Soci é prevista la tariffa “Socio ATIA-ISWA ITALIA”; per le imprese che registrano più di un iscritto, si applica lo sconto del 30% per le ulteriore iscrizioni. Il numero di posti è limitato dalle dimensioni della Sala Convegni. Vi consigliamo per ciò di registrarvi al più presto.
fonte:http://tuttofiere.blogspot.com/